giovedì 20 febbraio 2020

Lavoriamo per vivere o combattiamo per non morire?
Corriamo per tenerci in forma o ci sediamo per evitare infortuni?
Siamo schiavi del tempo che ci invecchia o gladiatori di un'arena che ci vuole sempre protagonisti?
Ci sono giorni in cui attendere e notti in cui partire, albe per cantare e tramonti per zittire: ci sono vite da costruire e finali da dimenticare.
Ogni sveglia è una proiezione immediata sui tetti delle nostre camere da letto, dove le menti ancora assonnata immaginano le battaglie che stanno per cominciare: un'automobile da tirar fuori dal garage o un treno che parte, un computer da accendere o un'aula da interrogare, una serranda di un negozio da alzare o un reparto ospedaliero da gestire.
Tutti abbiamo una scenografia da scrivere prima e da recitare dopo, dentro un perfetto copione che spesso si ripete nel rispetto delle decisioni di un regista che non è mai quello del giorno prima.
Vivere è sorridere, sempre, anche quando qualcosa non si mette in moto e qualcuno fa sciopero, quando la corrente non arriva e gli studenti non ti seguono, i clienti non entrano e le terapie aumentano.
Gli spettatori delle fiction che produciamo siamo sempre e solo noi, sui canali degli altri ma su reti diverse.

Il buonumore colora ogni cosa: dentro l'opera d'arte che disegna c'è sempre un sole che tutto fa rinascere e una luna che tutto fa spegnere.





meraklidikos@gmail.com

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