martedì 24 marzo 2020

Sapete qual è la cosa che più mi preoccupa quando riesco a non pensare a quelle colonne di mezzi militari che trasportano centinaia di anime restituite al cielo?
L'idea che quando tutto questo sarà finito, ci ritroveremo simili a quello che eravamo prima che fosse cominciato.
Sarebbe una catastrofe in grado di fare più vittime della pandemia che stiamo cercando di sconfiggere.
Invece di allenare gambe e braccia, investiamo in silenzio ed autocritica.
La politica diventi più responsabile nel progettare il bene dei popoli.
In chiesa si parli anche di altro, oltre che delle sacre scritture.
Nelle scuole, insieme alla letteratura, si insegni il senso civico.
Lo sport, quello vero, torni ad essere passione e non esclusivamente industria.
La vita rifiorisca nella sua completezza, per restituire agli uomini i colori che meritano.





meraklidikos@gmail.com

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