venerdì 10 aprile 2020

Ieri sera qualcuno ha lavato i piedi al mondo, eppure è stato tradito dalle stesse persone che gli hanno concesso di farlo.
Oggi qualcuno verrà giustiziato nonostante innocente, eppure quella sentenza poteva essere evitata se il mondo avesse implorato la sua liberazione anziché la sua condanna.
Domani qualcuno piangerà una morte certa; sarà una morte simile alle tante dei giorni nostri, priva di funerale e rinchiusa dentro un dolore che non potrà neppure essere alleviato da un ultimo saluto.
La domenica arriverà per chi inutilmente avrà atteso la resurrezione, ma quest'anno da quel sepolcro non uscirà nessuno, perché anche quell'uomo sarà obbligato a rimanere a casa.
Chissà, forse sarà la volta buona grazie alla quale il mondo riuscirà a capire che il Cristo Risorto non è nelle favole, ma dentro ognuno di noi, negli sguardi pieni dolore che ci scambiamo in questi giorni, nelle preoccupazioni lecite di chi sta perdendo il lavoro per sempre e nella disfatta totale di un mondo che, nonostante oggi si stia riscoprendo carnefice di se stesso, ha ancora tanta voglia di sentirsi figlio di una sola e grande comunità, al di là di ogni distanza.
L'epidemia come il Golgota ed il desiderio che tutto andrà bene come la Resurrezione.
Io vado a farmi una passeggiata coi miei pensieri: per quelli non servono autocertificazioni.
Siete impegnati, ne sono certo, ma semmai vi avanzasse un po' di tempo, fatevela anche voi.



meraklidikos@gmail.com

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